di Avigliana
Agosto/Settembre 2010 - XVII
Edizione
Due
Laghi Jazz Festival 2010
In onore di Gianni Basso
Il
jazz è trasparente,
immediato. E’ l’espressione di ciò che pensa e ciò che si è.
Come in un discorso chiaro, dove non v’è bisogno di fiumi di
parole, nel jazz non occorre un fiume di note. E ognuno può
ascoltare e capire facilmente, se vi è la sincerità che viene
dal cuore e la semplicità di linguaggio…
Gianni Basso
La diciassettesima edizione del Due Laghi
jazz festival è dedicata al Maestro Gianni Basso che
ci ha lasciati un anno fa. Sul palco, il 3 settembre, la
“sua” Torino Jazz Orchestra, la big band da lui
fondata e con passione coltivata; diretta da Dusko
Gojkovic con la partecipazione di Dino Piana -
entrambi per lungo tempo a fianco di Gianni -, l’orchestra,
con gli amici di sempre legati al leader da affetto e stima,
proporranno un momento musicale particolare e emozionante.
Dopo anni di intensa attività, con ospiti
straordinari e musica indimenticabile, ecco nuovamente un
programma di grande valore, per questo festival di fine estate,
dove “l’amore per la musica più bella del secolo”- quello ormai
trascorso ma anche quello in corso -, ci muoverà dal tramonto
all’alba, verso appuntamenti imperdibili, nel nome di Gianni
Basso.
Sul palco centrale, in Piazza Conte Rosso, nella
serata inaugurale, giovedì 2 settembre, salirà Alvin Queen
- il grande batterista dalla formidabile versatilità che fu a
fianco di Oscar Peterson -, con Jesse Davis al sax, Dado Moroni
al pianoforte e Reggie Johnson al contrabbasso,
. Nato a New York nel 1950, Alvin sin da
ragazzo, presso il mitico Teatro Apollo, frequenta Elvin Jones
e John Coltrane. Dopo l’esperienza con Don Pullen e Horace
Silver è ingaggiato da George Benson; suona poi, fra gli altri,
con Pharoah Sanders, Milt Jackson, Art Farmer, Jimmy Garrison,
Kenny Drew, Al Cohn, Buddy De Franco, Eddie Gomez, Horace Parlan,
Randy Weston, Jimmy Woode, Dizzy Gillespie, Terence Blanchard.
E’ a fianco di leggendari saxofonisti - Zoot Sims, Stanley
Turrentine, Johnny Griffin, Eddie "Lockjaw" Davis, Dexter
Gordon, George Coleman - e delle stelle della “nuova
generazione”, da Wynton Marsalis a Roy Hargrove, da Nicolas
Payton a Christian McBride. Negli anni Settanta si trasferisce a
Ginevra e fonda la sua etichetta discografica (Nilva Records)
con cui produce artisti del calibro di Sal Nistico, John
Collins, John Hicks e Ray Drummond.
Jesse Davis,
con sei incisioni all'attivo, è uno dei “giovani leoni” del jazz
provenienti da New Orleans, dove è nato nel 1965. Seguendo la
tradizione della famiglia Marsalis, Jesse rivela il suo grande
talento musicale fin dall'età di undici anni; vince premi in
qualità di solista in vari Jazz Festival, tra cui Notre Dame,
Wichita di Stato, presso la New York University e la Loyola
University. Nel 1989 è al top del Down Beat Music Fest di
Filadelfia. La sua musica viene definita “neo-bop” con una
naturale sensibilità per il blues.
Dado Moroni, è nato a Genova ed è uno dei
pianisti jazz italiani più richiesti in Europa e in America.
Dopo il debutto - a 17 anni con Tullio de Piscopo e Franco
Ambrosetti -, viene chiamato, unico europeo, a Washington,
insieme con i pianisti Hank Jones, Barry Harris e Roland
Hanna: sarà parte della giuria del premio internazionale
pianistico Thelonious Monk. Nel 1988 è in tournée in sette paesi
africani con il sestetto di Alvin Queen per conto del
Dipartimento di Stato americano. Collabora quindi con Clark
Terry e George Robert; nel 1991 il gruppo si esibisce in
diversi paesi del mondo riscotendo grande successo ed il
consenso della critica internazionale. Con il pianista classico
Antonio Ballista dà vita nel 1995 al progetto “Two Pianos Cine
Soul “. A tutt’oggi ha inciso oltre 50 cd per le importanti
etichette discografiche, collaborando con Dizzy Gillespie, Ron
Carter, Ray Brown, Whynton Marsalis, Joe Henderson, Tom Harrell,
Billie Higgins, Kenny Barron, Mulgrew Miller.
Reginald (Reggie)Volney
Johnson, nato a Owensboro (Kentucky) nel 1940, inizia la
sua carriera in qualità di trombonista. Musicista eclettico,
ha partecipato alla “October Revolution” newyorkese, a
svariate sessions con Art Blakey e la Mingus Dinasty
risentendo della magica influenza di musicisti come Oscar
Pettiford, Ray Brown, Paul Chambers e Ron Carter. La
profonda sonorità, il suo irrequieto fraseggio lo rendono
elemento di spicco di ogni sezione ritmica come solista di
grande qualità. Ha inciso e collaborato con Tom Harrell,
Harold Land, Horace Parlan, Archie Shepp.Walter Bishop Jr.,
Art Blakely, Marion Brown, Kenny Burrell, Eddie "Lockjaw"
Davis, Eric Alexander, Charles Tolliver, Steve Grossman e
tanti altri artisti d’eccellenza.
Ho fortemente voluto trasformare la Gianni
Basso big band nella “Torino jazz orchestra” perché penso che
il jazz possa sopravvivere e svilupparsi attraverso la creazione
e il sostegno di grandi orchestre, fucine e palestre per i
giovani musicisti, in cui oltre a sviluppare le proprie
capacità e attitudini solistiche, essi possano assimilare lo
spirito di disciplina, rispetto e collaborazione con gli altri.
Gianni Basso
Formidabili artisti, alcuni dei quali
particolarmente cari al pubblico del Due laghi jazz festival,
saranno a fronte della Torino Jazz orchestra, nella serata del 3
settembre, tutta in onore di Gianni Basso, con Dusko Gojkovic in
veste di band leader e Dino Piana special guest. La formidabile
TJO, fondata e da sempre diretta da Gianni Basso, è oggi la
formazione jazz professionale che forse meglio di ogni altra
rappresenta lo spirito del suo leader, grande saxofonista
appassionato di Big Bands; in questo eccezionale insieme di
strumentisti - in gran parte formatisi sotto la sua guida,
Gianni ha profuso entusiasmo ed energie. Oggi l’Orchestra è per
certi aspetti “il fiore all’occhiello” della Città di Torino e
della Regione Piemonte, poiché, con la sua costante attività
artistica, promuove l’eccellenza piemontese nel campo della
musica jazz su scala nazionale e internazionale. Fra le
esperienze più recenti, nell’ambito di una sperimentata
collaborazione con la Filarmonica ‘900 del Teatro Regio di
Torino, ha accompagnato la vocalist Dee Dee Bridgewater, i New
York Voices e Uri Caine. Nel lungo curriculum della TJO,
spiccano altre collaborazioni prestigiose: oltre a Dusko
Gojkovic - arrangiatore ufficiale della Band -, Johnny Griffin,
Ernie Wilkins, Alvin Queen, Tony Scott, Franco Cerri, Tom
Harrell e molti altri ancora.
Dusko Gojkovic,
straordinario trombettista e compositore bosniaco, per lungo
tempo a fianco di Woody Herman, Maynard Ferguson, Dizzy
Gillespie, Slide Hampton, non ha certo bisogno di presentazioni,
così come Dino Piana, che, com’è noto, ha fatto parte del
celebre quintetto Basso-Valdambrini e di varie orchestre
radiofoniche e televisive, collaborando con Chet Baker, Frank
Rosolino, Slide Hampton, Kenny Klarke, Charlie Mingus e suonando
inoltre nelle big bands di Thad Jones, Mel Lewis, Bob Brookmeyer.
Una serata davvero trascinante, ne siamo
certi…Ma, come tutti avvertiremo, sebbene colmo di artisti di
grande calibro, in questa serata, il palco sarà incompleto,
poiché Gianni Basso - l’ospite più atteso ed amato dal pubblico
aviglianese e presenza costante nelle serate in Piazza Conte
Rosso -, non è più con noi, popolo del Due Laghi Jazz Festival.
Noi eravamo privilegiati, perché questo musicista era “uno di
noi” e tale era per il pubblico, come per gli artisti. Era il
nostro riferimento: dal palco sapeva darci i brividi, quando
attaccava I'll be seeing you o Polka Dots and Moonbeams, poi,
quando si mescolava alla folla che gli si accalcava attorno, per
tutti aveva una battuta, un sorriso e con ognuno poteva brindare
- con le amate “bollicine”-, come disquisire sapientemente delle
meravigliose prestazioni dell’imboccatura Otto Link, “di quelle
che non si trovano più” …
A tutti noi rendeva note le sue convinzioni,
le sue idee, le sue certezze - non minori delle sue
incertezze -, a proposito del jazz… Per la sua musica ed
anche per tutto il resto, tutti noi gli saremo grati per
sempre. In questa serata, sul palco, in suo onore, si
avvicenderanno musicisti e amici che ne ammiravano lo swing
travolgente e la fantastica vena poetica, che ne stimavano
l’umanità e l’umiltà, la disponibilità e l’allegria. Non
sarà tuttavia una commemorazione, perché Gianni - poco
incline alle rimembranze e ai memorials -, così avrebbe
voluto. Lui amava la vita e la sua vita era il jazz. Suonare
per lui era una festa. E questa, sul palco di Piazza Conte
Rosso, sarà, come sempre, una festa…
La serata conclusiva vedrà l’avvicendarsi di due
gruppi, il trio di Orrin Evans e il quartetto della
cantante Shawnn Monteiro, “figlia d’arte”, poiché il
padre era il celebre contrabbassista di Duke Ellington, Jimmy
Woode. Lo stile di Shawn si caratterizza per il timbro profondo,
l'eleganza, la ricca dinamica, l'alternanza delle scat, il senso
dello swing, in cui si legge la profonda influenza delle grandi
cantanti jazz del passato, oltre che una spiccata vena artistica
di profonda comunicazione espressiva. Ha collaborato con Clark
Terry , Ray Brown, Lionel Hampton , Basie Band, Nat Adderly,
Kenny Barron, Gary Bartz, James Williams, Bobby Durham, Jimmy
Cobb, Stanley Jordan, Ed Thigpen, Johnny Griffin, Sonny Fortune
solo per citarne alcuni. Ha avuto anche molte esperienze con
cantanti e gruppi non prettamente jazz: Spyro Gyra, Marvin Gaye,
Weather Report, Four Tops, ecc.
Orrin Evans
è sicuramente uno dei più interessanti giovani pianisti
della scena del jazz americano. Nativo di Philadelpia ha nel
suo DNA il suono della città che diede i natali, a John
Coltrane, Kenny Barron, Percy Heath e tanti altri storici
artisti della scena afroamericana. Il suo ultimo disco è un
mix di tradizione e modernità e si sente l’influenza dei
grandi artisti con cui ha suonato il pianista nel suo ricco
apprendistato. Ricordiamo tra questi:Bobby Watson con cui
suonò per 6 anni, la Mingus Big Band di cui fa parte da
parecchi anni, Jack Walrath, Wallace Roney , Branford
Marsalis, Pharoah Sanders etc. Prepariamoci a un concerto di
alti contenuti ritmici, con la melodia impastata con lo
swing e i suoni dell’America di oggi.
Ricordiamo che, come ogni anno, il festival
proporrà tuttavia “non solo jazz”, ma arte, didattica, cultura,
turismo e gastronomia: il Due laghi jazz workshop, si presenta
quest’anno in veste rinnovata, in collaborazione con il
Dipartimento di Jazz dell’Universität für Musik di Graz,
affiancato, come sempre, dal Premio Massimo Molinero - che
consente di volta in volta ad un giovane musicista del Sud del
mondo/Est Europa di partecipare ai seminari di formazione
jazzistica. Il workshop regalerà concerti e saggi degli allievi,
concerti e jam sessions dei docenti, con Dusko Gojkovic, Dave
Glasser, Sangoma Everett, Shawnn Monteiro, Renato Chicco, Luigi
Tessarollo, Aldo Zunino, Palmino Pia e Valerio Signetto.
Altra novità dell’edizione 2010, nell’ambito di
un progetto firmato Jazz Club Torino/Associazione Musicale
Arsis, la prosecuzione del progetto Torino Youth Jazz
Orchestra, in cui, in un percorso di formazione jazzistica,
sono coinvolti allievi di diverse scuole e istituzioni musicali
presenti sul territorio: una Big Band giovanile, a seguito di
varie fasi formative, realizzerà spettacoli nei comuni
italo-francesi afferenti al programma “Musiche dal Vivo nelle
Alpi Latine”. Il Due Laghi Jazz Workshop in questa edizione,
offrirà pertanto agli allievi l’opportunità di scegliere, previa
selezione di idoneità, fra i tradizionali corsi di musica
d’insieme e il nuovo corso per Big Band, coordinato da Valerio
Signetto, con la supervisione di Dusko Gojkovic. Lo stage avrà
finalità di introdurre ed orientare i giovani alla professione
di musicista jazz.
Da non perdere, infine, le spettacolari jam
sessions successive ai concerti sul palco centrale e, a
corollario degli eventi clou nel centro storico, un denso e
fantasmagorico programma di jazz clubbing sul Lago Grande.
Ancora una volta, ad agosto, si accendono suoni e
colori della lunga notte aviglianese.
E, quest’anno ancor più, è una notte per tutti,
per musicisti e pubblico…
Non mancate.
Fulvio
Albano,
Direttore artistico
Programma