di Avigliana
1994 - I
Edizione
Presentazione
Settembre 1994, prima edizione:
La musica Jazz si approssima a
compiere il suo primo secolo di vita. Nata infatti a New Orleans
(sarebbe più preciso dire nel delta del Mississipi), poco prima o
poco dopo l'inizio del nostro secolo (le prime registrazioni
discografiche risalenti al 1917 ce lo mostrano già adulto e sicuro
di sé) come espressione del popolo nero americano, è oggi una
forma di espressione artistica universalmente riconosciuta e
capace di influenzare o fornire fonti di ispirazione anche ad
altre arti quali la letteratura, il cinema e la danza. Alla fine
degli anni ’70 calcavano ancora le scene molti dei protagonisti
degli esordi di questa musica di cui potevano farci personalmente
il mitico racconto, nel momento in cui si esibivano i giovanissimi
rappresentanti dell’avanguardia: Come se, ci si passi il paragone
paradossale ed un poco irriverente, vivessero e lavorassero fianco
a fianco (magari litigando) Palestrina, Bach, Beethoven,
Stravinskj e Stockausen. Perché, a parte le caratteristiche
tecniche di cui non è possibile occuparci in questa sede, la
musica Jazz ha la peculiarità derivante dal fatto che la sua
intera evoluzione si è compiuta in meno di un secolo (la vita di
un uomo) di presentare contemporaneamente i tratti della leggenda,
della storia e dell’avanguardia. In sostanza è come se ci
accingessimo a celebrare il centenario di un patriarca, certamente
rispettabile ma soprattutto ancora vitale e creativo. Ed è proprio
in omaggio a questa vitalità che si è pensato ad un festival che
avrà ulteriori edizioni e che rappresenti quindi in questa
continuità anche un atto di fiducia nella capacità della musica
Jazz di affrontare, rinnovandosi, il suo secondo secolo di vita.
Il titolo più appropriato di questa prima edizione potrebbe essere
dal mito all’avanguardia anche perché giustifica l’articolazione
dei concerti in programma e dei complessi partecipanti. La “ Lippa
Jazz Band” vuole rievocare con la Street Parade l’atmosfera
leggendaria dei primordi di New Orleans. Pochi jazzisti italiani
potrebbero rappresentare il periodo della maturità e
consapevolezza storica del Jazz meglio di Gianni Basso. Ed infine
l’avanguardia è presente nel linguaggio neo hard bop del sestetto
“Session Man” e nella novità e raffinatezza timbrica
dell’orchestra di Riccard Zegna. Le bands e i solisti partecipanti
al festival sono i migliori espressi dal mondo jazzistico
piemontese che, è giusto e doveroso dirlo, è uno dei più ricchi di
tradizione del Jazz italiano. Possiamo quindi ben sperare che
questa prima edizione sia gradita ai vecchi appassionati ed a
coloro che al Jazz si avvicinano per la prima volta.
A tutti un arrivederci alla
prossima edizione.
Gino Spessa
Programma