di Avigliana
2000 - VII
Edizione
Settembre 2000, settima edizione:
Nel pieno rispetto della tradizione
del festival aviglianese, una precisa scelta tematica ne orienta
anche quest'anno il programma, indirizzandolo verso la scoperta
del Jazz come arte anche raffinata, che si esprime talvolta con
ispirate composizioni ed intelligenti forme di arrangiamento. In
sostanza uno sguardo su quegli artisti e su quelle formazioni che
provengono dall'esperienza californiana del jazz. La costa
occidentale infatti ha da sempre fornito ai musicisti opportunità
professionali di maggiore stabilità, in primo luogo per via delle
esigenze musicali del cinema di Hollywood, e poi per la vivace
attività della radio, della televisione e dell'industria
discografica. Così, mentre a New York artisti ed innovazioni si
bruciavano con rapidità in un furore creativo e vitale
ineguagliabile, ad occidente, in un contesto meno frenetico e più
improntato alla riflessione, nascevano formazioni orchestrali di
vario tipo nelle quali emergevano e si affermavano raffinati
arrangiatori ed eleganti compositori. La California non ha
conosciuto i conflittuali processi innovatori
dell'industrializzazione della east coast, di Chicago e di
Detroit; al contrario ha trovato in Hollywood il centro propulsore
della sua vita culturale. I suoi principali artisti si sono
attivamente inseriti in questo contesto e lavorano principalmente
in studio, come compositori, arrangiatori o "turnisti". Da ciò
deriva un'estetica jazzistica basata prevalentemente sul
perfezionamento della forma, per certi versi opposta a quella che
si consuma contemporaneamente all'Est. E' il momento cool del
jazz, il momento della riflessione e del massimo sviluppo formale
inteso come organizzazione delle strutture; pur senza rinnegare
gli aspetti fondamentali della creatività jazzistica, swing, sound
ed improvvisazione, ci si cimenta in una musica quasi cameristica,
dai sofisticati intrecci polifonici, che rivaluta la scrittura e
l'arrangiamento strutturato, ammiccando talvolta persino alla
cultura accademica europea.
I californiani Conte Candoli e Carl Fontana
rappresentano proprio, per diversi aspetti, la migliore produzione
jazz realizzata sulla west coast, con la loro sconfinata attività
artistica in proprio, con Stan Kenton, Woody Herman, Shelly Manne,
Bill Holman, Gerry Mulligan e con i Supersax. Benny Golson, benchè
newyorkese, si distingue nel mondo del jazz contemporaneo per le
sue eccezionali doti di compositore, attività che ha svolto per un
lungo periodo in California, in collaborazione con le principali
compagnie cinematografiche, televisive e radiofoniche. Ad
affiancare questi grandi leaders americani sono state scelte
formazioni di musicisti europei affermati non solo per le loro
qualità di solisti, ma anche e soprattutto per il loro serio
lavoro collettivo che si esprime in modo originale, sia per il
tipo di organico, sia per il particolare tipo di scrittura
nell'arrangiamento e nella composizione. Da sottolineare ancora la
partecipazione di Bobby Durham, considerato oggi uno tra i
migliori drummers internazionali.
Fulvio
Albano
Programma